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    PRODOTTI

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    I NOSTRI VINI

    Poggio Maiolo si estende per oltre 40 ettari nel cuore della Valle del Carpina, nello splendido areale delle colline di fronte a Montone, in provincia di Perugia.

    Il patrimonio di Poggiomaiolo è composto da Friulano, Chardonnay, per i bianchi, Syrah e Pinot Nero per i rossi.
    L’ottenimento di grappoli di altissima qualità passa attraverso la cura maniacale della vigna. La totalità delle operazioni in vigna vengono effettuate manualmente, raccolta inclusa, da personale specializzato interno all’azienda.
    L’azienda è dotata di moderne centraline per il monitoraggio dei principali parametri meteorici nel corso delle annate, oltre che di software operativi per la loro elaborazione e sperimentazione.

    L’uso di diserbanti e insetticidi è bandito, mentre si ricorre a semine di erbai, sovesci, letamazioni o concimazioni organiche. L’uso di solfiti è ridotto al minimo, mentre quello di agenti chiarificanti non è contemplato.  Tutti i vini in commercio subiscono solo una filtrazione larghissima, che preserva le nostre bottiglie da particelle grossolane all’interno.

    Completano il quadro possenti strati di argilla scura e molto pesante, che caratterizzano i nostri suoli, e che spesso ci rendono la vita difficile, ma rendono anche i nostri vini fini, complessi, unici.

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    ALTRI PRODOTTI

    Poggio Maiolo è collina. A volte dolce, a volte aspra. E Poggio Maiolo è pianura, modesta ma ricca nel fondovalle del Carpina.
    Così, per ottimizzare l’utilizzo dei terreni, ne abbiamo assecondato la vocazione. I vigneti fuori dalle nebbie della piana, sui fianchi delle colline più dolci, dove le lavorazioni possono prendersi cura di ogni singolo ceppo. E là dove il terreno ci è apparso meno adatto, l’olivo, a cercarsi da solo acqua e nutrimento. Nel rispetto rigoroso della tradizione Umbra, le varietà Leccino, Moraiolo, Frantoio e Dolce Agogia si guardano con ironia: “sta’ attento tu, che la prossima gelata ti fa secco” e già pregustano il momento in cui potranno incontrarsi, e miscelarsi, e dare vita a quel miracolo che è l’oro umbro.

    E il tartufo? Oh, il tartufo! Gioia e dannazione di generazioni di Montonesi, a tenere a bada Lagotti, Bastardini e Labrador. Qui la Trifola è endemica, e sui terreni calcarei le spore di Nero pregiato, Bianchetto e Scorzone, selezionate con amore dai ricercatori dell’Università di Perugia, si abbarbicano alle radici dei cerri.

    E in pianura? Grano e lenticchie, tutti e due antichi, antichissimi.
    Ma questa è tutta un’altra storia che merita grande attenzione.